martedì 14 luglio 2009
...e crescendo impari
E impari che la felicità e' fatta di emozioni in punta di piedi, di piccole esplosioni che in sordina allargano il cuore, che le stelle ti possono commuovere e il sole far brillare gli occhi,
e impari che un campo di girasoli sa illuminarti il volto, che il profumo della primavera ti sveglia dall'inverno, e che sederti a leggere all'ombra di un albero rilassa e libera i pensieri.
E impari che l'amore e' fatto di sensazioni delicate, di piccole scintille allo stomaco, di presenze vicine anche se lontane, e impari che il tempo si dilata e che quei 5 minuti sono preziosi e lunghi più di tante ore,
e impari che basta chiudere gli occhi, accendere i sensi, sfornellare in cucina, leggere una poesia, scrivere su un libro o guardare una foto per annullare il tempo e le distanze ed essere con chi ami.
E impari che sentire una voce al telefono, ricevere un messaggio inaspettato, sono piccolo attimi felici.
E impari ad avere, nel cassetto e nel cuore, sogni piccoli ma preziosi.
E impari che tenere in braccio un bimbo e' una deliziosa felicità.
E impari che i regali più grandi sono quelli che parlano delle persone che ami...
E impari che c'e' felicità anche in quella urgenza di scrivere su un foglio i tuoi pensieri, che c'e' qualcosa di amaramente felice anche nella malinconia.
E impari che nonostante le tue difese,
nonostante il tuo volere o il tuo destino,
in ogni gabbiano che vola c'e' nel cuore un piccolo-grande
Jonathan Livingston.
E impari quanto sia bella e grandiosa la semplicità.
( Anonimo )
martedì 7 luglio 2009
Ride
The scars of all I’ll ever know
If I told you you were right
Would you take my hand tonight?
If I told you the reasons why
Would you leave your life and ride?
And ride…
You saw all my pieces broken
This darkness that I could never show
If I told you you were right
Would you take my hand tonight?
If I told you the reasons why
Would you leave your life and ride?
And ride…
mercoledì 24 giugno 2009
il senso
passano giorni senza fine
passano ore interminabili di odio
e corrono luci notturne
pensieri liberi
a Milano
sarà che qualche volta riscopri ciò che hai dentro di te,
rimane il senso della vita
rimane l'emozione del momento trascorso
e si riaccende il desiderio
pensieri nascosti
a Milano
forse ogni tanto però ci si ferma
si ascolta il silenzio di qualcuno
si cerca la voce del silenzio
e si rimane incantati di fronte alla meraviglia
si riscopre se stessi
a Milano
venerdì 15 maggio 2009
giovedì 14 maggio 2009
Trucco/Traccia
mercoledì 13 maggio 2009
La casa
Non è una riflessione scontata. Basti pensare a quanto ti incontri con un committente che, nella sua giusta ignoranza, cerca di trasmetterti i connotati che la sua futura casa dovrà possedere e l'Architetto, interprete tra ciò che è idea e ciò che è fatto, deve, in questo processo, riuscire a sintetizzare con una linea ciò che l'investitore vuole.
Un volere che è molto più profondo della semplice bellezza dettata dalla moda -definisco bellezza una parola popolare usata in modo inappropriato da persone saccenti che credono di poter battezzare oggetti con questo subdolo aggettivo-, un volere che è molto più profondo di vedere e apprezzare un desiderio realizzato.
Quello che un committente vuole è sentirsi a casa. La vuole amare perchè sa che è sua e nessun altro ha accesso ad essa. La bellezza che lui vuole va al di là dei connotati estetici globali. La casa vuole essere l'oggetto dei desideri che ogni giorno, in ogni momento, ti può trasmettere ciò che essa è, e non altro. La tua casa.
La casa è la vita di un uomo, una concezione materiale di un desiderio realizzato che si rinnova in ogni momento, ma che si può esprimere al meglio nei momenti di silenzio, in cui entri in contatto diretto con ciò che ti sta intorno. Stare in una casa propria significa provare sensazioni di sicurezza e dolcezza che solamente li puoi provare.
Non è bello l'avere un soggiorno disegnato e ordinato al meglio, ma è amorevole aver la sensazione di avere un soggiorno come il tuo più profondo desiderio ha voluto ed ha. Ed è proprio in quel momento in cui lo vivi che ti rendi conto di essere a casa.
Come quando apri la porta d'ingresso per entrarvi. "sono a casa!"
L'Architetto deve far sentire a casa i committenti, nella loro casa. E' un lavoro di sintesi percettiva che solo un ottimo progettista può compiere.
“L’ARCHITETTO, l’Artista, quando costruisce una abitazione non ne cerchi le lodi per valori formali, estetici o stilistici, o di gusto: questi valori dopo qualche anno sono “superati”. La massima lode alla quale deve aspirare è che gli abitatori gli dicano: Architetto, in questa casa che lei ha fatto per noi, noi viviamo (o abbiamo vissuto) flici: essa ci è cara. Essa è un episodio felice della nostra vita. Ma perché ciò avvenga occorre che l’Architetto badi più agli abitatori che all’estetica, e raggiungerà solo così un’estetica di valori sicuri, espressi da forme giuste, un’estetica di forme indiscutibili, vere: umane. […]
L’ARCHITETTO, l’Artista, per interpretare il personaggio sia curioso degli uomini e delle donne: li ami e le ami: il vero Architetto dovrebbe innamorarsi, per ogni casa che costruisce o arreda, degli abitatori (e delle abitatrici).”
mercoledì 4 marzo 2009
Architettura della Felicità - Alain de Botton
Questo campo ha avuto una vita movimentata. Un bombardiere tedesco, allontanatosi dal bersaglio, ci è volato sopra durante la guerra. I bambini hanno interrotto lunghi viaggi in macchina per vomitare ai suoi margini. La sera la gente ci si è coricata chiedendosi se le luci in cielo fossero stelle o satelliti. Gli ornitologi l'hanno calpestato con ai piedi calzini color sabbia alla ricerca di famiglie di codirossi spazzacamino. Durante un giro in bicicletta delle Isole Britanniche due coppie norvegesi vvi si sono accampate per una notte e , nelle loro tende, hanno cantato Anne knutsdotter e Mollom Bakkar of Berg. Le volpi si sono guardate attorno e i topi hanno compiuto viaggi d'esplorazione. I vermi non sono usciti dalle loro tane.
Ma per questo campo il tempo è scaduto. L'appezzamento di tarassaco preso diventerà il soggiorno del numero 24. Qualche metro più in là, tra i papaveri selvatici, ci sarà il garage del numero 25 e là, tra le licnidi bianche, la sala da pranzo dove qualcuno che non è ancora nato un giorno litigherà con i suoi genitori. Sopra la siepe ci sarà la camera dei bambini, disegnata da una donna che lavora a un computer in un ufficio con l'aria condizionata in un complesso accanto a un'autostrada. In un aeroporto all'altro capo del mondo un uomo sentirà la mancanza della sua famiglia e penserà a casa sua, le cui fondamenta saranno state scavate dove ora c'è una pozzanghera...
venerdì 27 febbraio 2009
semplicità
Charles Mingus
domenica 16 novembre 2008
per chi l'architettura
Ecco ci sono delle premesse da fare di fronte a questo interrogativo.
Soprattutto vorrei spiegare che (e a volte è difficile anche da dire ed esprimere con parole proprie) l'architettura, a mio parere è un modo di vivere, non è una materia che va sviluppata e approfondita, ma è tutt'altro perchè si tratta di un processo in continua evoluzione che non è fine a se stesso, ma che comporta delle conseguenze a piccola o a larga scala a più o meno persone esterne al progettista.
Architettura come processo quindi e non come situazione, perchè quest'ultima viene creata dalla prima attraverso una serie di operazioni, siano esse culturali o pratiche, che pongono la base ad un nuovo sistema, indipendente e a volte esso stesso fine a se stesso.
Possiamo quindi capire come, quando ci troviamo di fronte a delle opere di architettura, esse ci parlano e ci trasmettono la loro storia, la loro arte, la loro vita.
Un'architettura vista così è nata da un principio, da un sentimento o da un'idea di un progettista che la desidera e la vuole; e non tutti sono in grado di stabilire determinate condizioni di essere, determinate situazioni che siano in grado di instaurare un rapporto di tipo politico con ciò che gli sta attorno.
Ecco quindi che l'architettura, a mio parere, non è per tutti.
Se quanto detto è vero e se è vero quindi che l'architettura va amata e vissuta, cioè che nasce da un sentimento, è anche vero che non tutti possono praticarla.
Credo che un architetto vada a stabilire nuove condizioni in un luogo, nuovi archetipi, nuovi principi e nuovi modi, non facili da creare.
sabato 25 ottobre 2008
Architettura come pensiero politico
Essa - l'architettura - da forma a degli spazi abitativi che rispondono a delle esigenze umane.
Architettura come politica che discute e si interroga delle problematiche sociali attuali.
Il progetto è il risultato, per l'architetto, della sua politica.
Questo si pone al centro del dibattito sia prima della sua realizzazione, che successivamente, in quanto esso stesso è un mezzo ordinario e pubblico di attenzione.
Una sorta di pubblicità che condiziona l'intorno da esso descritto ed è condizionato.
Ha quindi una doppia funzione: da carattere e ne riceve.
Ne da tanto quanto esso è rapportabile con la città in cui si contestualizza e con cui si relaziona. Importante perchè diventa esso stesso parte della zona urbana, diventa un carattere tipologico e caratteristico che, inserendosi in un contesto urbano, va ad affrontare e risolvere problematiche locali e non - più estese -.
Riceve carattere dal momento in cui esso viene riprodotto sul foglio del progettista prima, e ne attira su di se molto di più quanto l'opera è compiuta.
Il contesto diventa quindi uno specchio sul quale noi ci riflettiamo in base a come esso è disposto e sul quale noi diamo dei segnali.
Quasi come se paradigmaticamente questo evocasse delle tensioni che si risolvono con il progetto stesso.
Architetture come la cupola di Santa Maria del Fiore di Brunelleschi, l'Unité d'Habitation di Le Corbusier, la No-Stop City, alla città offrono soprattutto il loro carattere unico e tipologico.
Ciò che spesso non passa tra i banchi universitari, e probabilmente in qualche studio, è che le architetture molto spesso non hanno un carattere universale in quanto, queste architetture sono caratterizzate da uno studio tipologico molto specifico che si adatta ad un contesto unico nel suo genere.
Non sempre è possibile ricondurci a delle opere per la loro formazione logica spaziale.
Molto spesso invece è possibile sfruttare la loro base teorica sulla quale si è andati a progettare, adottando dei possibili paradigmi che riappaiono ogni volta che si mette mano ad un nuovo progetto.
Architettura quindi come incontro di parti, puramente teoriche che sono legate a degli aspetti totalmente materiali.
Un atto puramente politico che asseconda le richieste della società con strutture e creando relazioni pubbliche tra le parti
domenica 19 ottobre 2008
un perfetto innamorato
Vorrei provarci per capire anche come un sentimento possa condizionare e stimolare il nostro essere in quanto sensibile.
La percezione che noi abbiamo di una cosa "bella" (intendento per bella ciò che noi vediamo come stimolo a cui porre attenzione perchè ci fa provare piacere) ci porta a comportarci in modo diverso, curioso e sensibile nei suoi confronti.
Così come quando facciamo un lavoro che ci piace, noi affrontiamo le difficoltà in un modo comunque più passionale e vero. Anche quando si studia per esempio; se siamo di fronte ad un argomento interessante e che ci stimola, noi lo vediamo come un piacere, più che un dovere.
Così come quando ragioniamo di fronte a situazioni interessanti e provocanti, in un modo o nell'altro, la sensibilità che noi abbiamo nei loro confronti, ci porta ad avere decisioni più o meno differenti.
Così come un architetto quando cammina e si trova di fronte a qualunque edificio, materia, architettura materiale o meno, a qualunque pensiero e/o considerazione che riguardi ciò che lui studia, allora lui prova dei sentimenti che vanno oltre ad un semplice "tatto" razionale.
Alcuni possono chiamarla passione, ma la passione non è altro che il patire per un fine. Cioè sacrificarsi affinchè si possa raggiungere un determinato obiettivo, che può essere di qualsiasi genere e tipo.
Altri possono chiamarla amore.
Amore che viene provocato sono un unico aspetto che ha varie forme.
E' un amore "professionale" al quale ogni uomo deve corrispondere perchè sa che li trova sfogo e gioia.
E' un amore "personale" perchè riguarda solamente noi e nessun altro.
E' un amore "infinito" perchè non ha limiti di spazio o tempo.
E' un amore perfetto.
"sento vedo e sento
cos'è tutto ciò?è ciò che rende reale un pensiero
un'architettura è la realtà di un pensiero costruito con la ragione
la ragione di chi?
di un poeta
appunto
chi è questo poeta?
è il progettista che opera applicando la poesia alla razionalità
cos'è la poesia?
è il cuore
e cos'è il progettista?
un perfetto innamorato"
giovedì 25 settembre 2008
il web
Almeno io sono fermo a letto da 3 giorni e già non vedo l'ora di uscire da quella porta per tornare a respirare un po' di aria non filtrata!
Di questi 3 giorni una cosa mi è rimasta abbastanza impressa e forse mi sto ponendo un dubbio stupido o quantomeno inutile; e cioè...navigando a destra e a manca, guardando siti web e blog, facebook vari, badoo, myspace...etc... si vedono 1000 volti diversi e 1000 sfacettature di persone che forse, a parlarne, non si noterebbero neanche.
Mi chiedo allora: non è che forse il fatto di rapportarci con il computer ci porta a liberarci di più? scriviamo più cose di noi stessi e a volte non ce ne rendiamo nemmeno conto.
Ma il fatto è che forse non ci rendiamo veramente conto di quanto questo possa influenzare il lettore. O meglio... sappiamo chi andrà a leggere ciò che scriviamo e sappiamo che influenza avrà su di essi?
Non è scontata come cosa visto che molte aziende, prima di assumere qualcuno, ricercano informazioni sul web delle persone, per esempio.
Ve lo siete mai chiesti? Alla fine ci troviamo di fronte ad un paradosso. Ci viene meglio sfogarci in queste pagine web. Non si parla per tutti naturalmente, ma visti alcuni blog in questi giorni, mi viene da pensare.
Filippo
venerdì 19 settembre 2008


...e quando ti capita di guardare il mondo che ti passa a fianco così veloce che, con un battito di ciglio, perdi un pezzo di quel nastro di immagini...
come se fossimo su un treno AV Venezia Torino. Questo treno ferma solamente a Venezia, Padova, Milano e Torino. Su questo treno che viaggia molto veloce in alcuni tratti, sembra il tempo passi così velocemente che ti sembra di esserti lasciato alle spalle qualche compleanno.
Invece, per fortuna, è tutta questione di percettività e impressione.
Se ne parla spesso in treno di queste cose, soprattutto se ti trovi di fronte gente un po' strana come capita sempre a me!
Oggi per esempio mi sono trovato con 2 signori molto allegri e sorridenti, italiani, che venivano dalle hawaii. Erano milanesi pure, vecchio stampo, ma avevano deciso di trascorrere la loro vita alle hawaii alla giovane età di 25 anni. Si sono sposati ed ora sono oltre i 30 anni di matrimonio.
Quest'oggi me li sono trovati di fronte...all'inizio si parla in inglese, perchè tra loro comunicano così...pian piano si scoprono e ti accorgi che l'italiano lo sanno molto meglio di quanto credessi (soprattutto se lei prende dallo zaino La Repubblica).
...passa così la prima ora di treno, simpaticamente.
Arrivati a Brescia e non ce ne accorgiamo che si riempie il treno. Loro 2 si spostano e arriva una ragazza, all'occhio mia coetanea. Saluta, si siede, scambiamo 2 parole, e poi si spara un techno house a palla con l'iPod. Io invece prendo il mio Mac e inizio a sistemare dei file che avevo dentro e dovevo per forza riordinare.
Arriviamo così a Verona!
Salta su una donna, favolosa (è ironico). Avete presente la classica Figlia dei Fiori 60 enne? E' lei! Inizia a fare discorsi strani, parolacce, canzoni. Bella voce, per carità. L'avrei buttata fuori dal treno subito.
Arriviamo a Vicenza, saluto la coetanea, gli hawaiani e la figlia dei fiori. Scendo dal treno.
Non trovo lei? Parliamo, le faccio gli auguri, prendiamo qualcosa da bere e ci salutiamo.
Esco dalla stazione. Aria.
Ebbene si. Sarà che Vicenza è la mia casa e conosco molte persone, ma riconosco che la vita si sta trasferendo di là, a Milano.
Un po' voluto. Un po' desiderato. Un po' meritato forse. Chi lo sa. Sta di fatto che sto bene così.
Mi manca una cosa sapete. Qualcosa di fisso. Mi rendo conto che con una vita simile non ho più amicizie solide se non con pochi, pochissimi, forse 1 o 2.
Manca un affetto e una vita quasi-sociale.
E' vero però che sto realizzando il sogno della vita.
Architetto...
...e chi è l'architetto? un perfetto innamorato.
E mi sto innamorando sempre di più.
Sta di fatto che quando torno a casa, qui trovo tutto ciò che Milano mi potrebbe dare. A Milano trovo tutto quello che vicenza mi darebbe.
Scelta di vita forse, un po' egoista. Non sempre l'egoismo è causa di scelte umane. A volte è proprio altruismo.
Perchè Milano? mi chiedono in molti.
Odio questa domanda. Perchè?
Perchè?
Guarda Milano e capisci. Chi è stato a Milano un solo giorno capisce il motivo di molte scelte fatte. Chi è stato a Milano sa comunque che la vita cambia, come citavo poco fa.
21 anni e mi faccio tutte queste paranoie, direte voi. Invece forse sono proprio quelli che non si fanno certi quesiti che sono paranoiati, almeno la vedo così.
Tra qualche anno rileggero queste pagine e mi rivedrò, cretino come sono e com'ero. Proprio come ora mi vedo bimbo e mi vedo allo specchio
sabato 13 settembre 2008
Milano è li
non è una domanda banale sapete? Milano in fondo è Milano.
Fa schifo, puzza, c'è una brutta aria, è sempre grigia, c'è traffico, c'è un casino di gente, devi stare attento a non sbattere e a non farti scippare il portafogli...un casino insomma...
ma Milano è Milano.
Un grande scrittore (Camillo Langone) una volta disse anche "Milano è li" rispondendo alla domanda "cosa ne pensa di Milano?".
Milano è proprio li perchè in fondo farà schifo, però senza Milano che Italia sarebbe?
A parte il fatto che non ci sarebbe nemmeno il Politecnico...e già quello sarebbe un disastro!
riporto un pezzo dell'articolo di Luca Doninelli sull'editoriale Tempi.
[...]e questo perchè? perchè milano è li. E' una cosa propria di Milano e solo di Milano: Torino non è li, Roma non è li, Napoli forse un po', ma non solo.
Basta aprire l'atlante per capire che Langone ha ragione. Aprilo, e li cosa c'è? C'è Milano.
Milano ha tante piazze. Non è vero. Ne ha una sola, che è talmente piazza e al tempo stesso talmente poco piazza che quasi non se ne può parlare. Si chiama Piazza Duomo.
E qui cominciano i problemi. il primo problema è proprio il Duomo, uno degli edifici più belli del pianeta Terra, probabilmente la chiesa più famosa del mondo. Notre Dame di Chartres, Saint Etienne di Bourges, sono forse anche più belle, ma il duomo di Milano è più famoso. E' li. Lo guardi e dici: è li. milano è la città del duomo. Sono una cosa sola: una cosa che è li.
Ora, tra duomo e Milano - tra queste due entità mistiche - c'è qualcosa che si chiama Piazza Duomo. C'è un pezzo di periferia, un pezzo di interland chiamato Piazza Duomo.
Essa è caratterizzata da una fermata del metrò rosso e di quello giallo che portano lo stesso nome.
C'è un lato pesantemente sabaudo, quello su cui si apre la famosa Galleria Vittorio Emanuele, e c'è un lato milanese stricto sensu - che dà sull'abside, dall'altra parte, fino a Palazzo Reale.Del lato che guarda in faccia al duomo, tra le vie Orefici e Mercanti, non val la pensa di parlare, tanto nessuno lo guarda, dal momento che gli sguardi sono tutti rivolti al [...]
Un po' banale e strano questo post, che però fa riflettere su una cosa che forse diamo per scontata.
Chi ha orecchie per intendere intenda.
Filippo
domenica 7 settembre 2008
venerdì 5 settembre 2008
giovedì notte
Quest'oggi ci sono grandi novità...da un pezzo non ne avevo e finalmente sono tornato a scrivere...
sapete, ogni tanto fa bene sfogarsi e scrivere scrivere scrivere...dare vita ai propri pensieri con delle lettere in modo che tutti possano leggere (naturalmente non si dice mai tutto...e poi bisogna considerare che sto blog lo leggeranno giusto 3 o 4 persone).
Scrivere vuol dire molto...per me significa dare un'espressione viva di un pensiero. Vuol dire anche dare sfogo ai propri istinti però...bisogna saper distinguere le cose...e pesarle correttamente.
Ma non voglio fare teorie sulla scrittura, non siamo qui per questo...
Oggi finalmente è arrivato il Macbook Pro che aspettavo...potrei farvi una recensione esaustiva su questo gioiello, ma mi limito a descriverne le caratteristiche piu' importanti...a partire dal monitor...è spettacolare. Risoluzione da 1680 x 1050 pixel...17 pollici con una luminosità quasi perfetta (dico quasi perchè nella parte inferiore del monitor si notano un pochino i led da cui proviene la luce).
Processore da 2,5 ghz intel core 2 duo con 6 mb di cache che si notano fin dal primo avvio.
La batteria che fa rimanere a bocca aperta...usandolo normalmente mi dura 4 ore! non avevo mai visto nulla del genere.
La chicca qual'è? la tastiera che si illumina con il buio...adorabile...era il mio sogno da quando ho preso per la prima volta in mano un computer...cioè a 4 anni.
il sistema operativo è molto ben fatto con utilities veramente belle e serie. la visualizzazione di immagini e documenti è ottima.
non ha segni negativi insomma!
tornando alla mia giornata...dopo il mac sono finito a Vicenza per trovare un amico...e tornando mi sono perso...alla fine mi son fermato ad un blocco dei carabinieri...ho chiesto loro "scusate...per schio?" e loro "patente e libretto"...che coglioni...
stasera invece mi sono trovato con laura...prosecchino in corso palladio e poi 2 ore di chiacchiere a ripetersi le nostre avventure...laura mollalo!!!
ed ora qui a sentire quella disperata Nadia che vive tra un mucchio di registi pazzi e lei che lavora fino all'1 di notte...
infine quel pazzo di andre con cui a volte mi confido...grande amico!
buonanotte a tutti!
filippo
mercoledì 3 settembre 2008
un po' di vita a sto blog
weeeeeeeee
:)
che balle invece...
Per l'80% delle persone sono sparito: morto, rapito, nascosto...chissà...
La vita va avanti, però prosegue stranamente.
Studio...e fin lì...nulla di speciale
Mi son preso un meritato riposo quest'estate!!! o meglio...ho passato il tempo a studiare...o meglio ancora...
mi sono occupato di me stesso.
Proprio così, ho deciso di occuparmi a me stesso, senza alternativa se non alle persone che mi cercano, quelle che hanno capito come sono. Per le altre evidentemente conto poco... o meglio...non sono interessate a interloquire con me.
Amen, come direbbe qualche santa persona.
Il mondo gira e più si cresce più ci si accorge che le apparenze sono sempre vane.
Qui a Milano sto trovando delle persone che mai avrei potuto immaginare, vedo e sento ogni giorno discorsi, parole, fatti ed eventi che mi rallegrano e mi eccitano la mente sempre più viva e vogliosa di studiare, conoscere, capire tutto sull'architettura.
Non sto sparando cazzate eh!!!
Ma il mondo gira, il mondo cambia.
Sarà la vita? Chi lo sa.
Qui nel mio appartamento va tutto in un modo migliore. Ho imparato a cucinare e quindi ad essere autonomo anche se ogni tanto i miei esperimenti escono non troppo perfetti :D
Amen
Questo post termina qui.
Avrei moltissime altre curiosità, fatti, avvenimenti da raccontare, ma tedierei la maggior parte.
Penso a me e a chi mi vuole
venerdì 29 agosto 2008
..poichè l'amore basta all'amore...
Ma non smetterà mai di comunicare con ciò che gli sta attorno ed esprimere i suoi primordiali principi.
Questo bisogna capire.
L'amore non ha età, non ha razza e non ha tempo.
L'amore non ha bisogno di compassione, non ha bisogno di essere perdonato, capito, voluto, odiato, dovuto.
L'amore non va da chi non se lo merita, l'amore non ha necessità materiali.
L'amore è tutto, l'amore è niente.
L'amore è vita e morte.
L'amore non ha bisogno di nessuno fuorchè di se stesso
..poichè l'amore basta all'amore...
Nati per vivere ed essere vissuti.
Nati per soffrire, perchè con la sofferenza si arriva alla gioia.
Poichè non c'è gioia che nasce da gioia senza conoscere ciò che è la sofferenza stessa.
Amare può dare tutto, può dare niente.
Siamo noi a deciderlo,
e la nostra mano è nostro aiuto per ciò che facciamo
le nostre parole sono i nostri messaggeri
il nostro cuore è la nostra anima di amore...
di più non possiamo...
...poichè l'amore basta all'amore...
martedì 26 agosto 2008
parole sussurrate
Quando doni te stesso, solo allora dai veramente.
giovedì 21 agosto 2008
something
And your everything makes me feel speechless.
It seems a discrepancy, but it's ok, i swear.
What will happen in the next months?
I'm studying for 4 exams i'll have in September and then start to study again for University in October.
Hope to pass all exams so then I can start to think what I'm going to study for my thesis.
I was thinking something about the Fractal Architecture and Fractal Art.
It should be an interesting argoument. what do you think?
At the moment I'm really relaxing in my sweet house and preparing to go back to Milan :)
See you all readers
Filippo
sabato 16 agosto 2008
When you say nothing at all
How you can speak
Right to my heart
Without saying a word,
You can light up the dark
Try as I may
I could never explain
What I hear when
You don't say a thing
martedì 12 agosto 2008
architettura
All’interno di essa noi possiamo a nostra volta trovare del coraggio nel riadattare questo edificio, con egoismo, in modo da soddisfare le nostre pure esigenze. L’architettura quindi è arte, è comunicazione visiva e tattile, è sentimento.
Un sentimento molto delicato al quale dobbiamo prestare molta attenzione perché può caderci addosso da un momento all’altro, può perdere il suo vistoso e nascosto significato, può smettere di parlare con noi appena noi rinneghiamo la sua esistenza. Ma non smetterà mai di comunicare con ciò che le sta attorno ed esprimere i suoi primordiali principi al contesto in cui vive.
L’architettura sconvolge, come un quadro in una stanza vuota, come un’aquila che vola, come “io” che mi guardo allo specchio.
pensieri
Forse è un po' di eccitazione quando si va incontro a delle nuove esperienze, ma forse questa volta è un po' più intensa (senza "un po'") . Forse è solo un abbaglio, ma non ne sono sicuro.
Certamente è qualcosa di profondo...
...e forse qualcosa di inguaribile...
Non sto parlando di architettura, sai?
L'architettura lascia un segno indelebile alla cultura dell'umanità, questa cosa lascia un segno indelebile a me e a te.
lunedì 28 luglio 2008
lunedì 2 giugno 2008
Life.Arch
lunedì 28 aprile 2008
Contest Nasa Ames - Won!

In seguito al concorso svolto per NASA Ames (concorso indetto da NASA rivolto a tutti gli studenti del mondo) nel quale il nostro gruppo è riuscito a classificarsi in Prima posizione, volevo ringraziare tutti coloro con cui ho potuto lavorare!
Ringrazio Adela Gimenez e Giorgio Gaviraghi!
I grafici
I colleghi dall'Uruguay
A tutti gli altri collaboratori
E' stata una bella esperienza!
- -
Filippo Zordan
mercoledì 26 marzo 2008
at the beginning
L’origine divina dell’architettura segna, lungo i secoli, un percorso che circoscrive ciò che è l’incarnazione della fede, non solo cristiana. L’architettura segna popolazioni per secoli e millenni come gli egiziani, i greci e tutte le grandi credenze divine.
Architettura come gesto divino, sacro, al quale l’uomo riflette dall’esterno e prega quando ci si trova dentro. Come quando osserviamo un quadro e la nostra mente rimane abbagliata dalle linee così perfette con le quali comunichiamo.
Ma non sempre l’arte, e l’architettura, è composta da disegni le cui linee sono collegate tra loro in modo da formare una figura riconoscibile ai nostri occhi e che ci permetta di associare l’immagine che vediamo ad un elemento esistente, o esistito. Non sempre cogliamo l’essenza dell’opera quando la vediamo per la prima volta, può capitare che ci serve tempo per capire, per comprendere e immaginare ciò che un dipinto, un’architettura, vuole comunicare.
Un’opera d’arte a volte vuole comunicare terrore, miseria, sporcizia, può essere astratta o incomprensibile, può essere anche bella, dolce e tenera, feroce e bizzarra. Così un’opera architettonica si manifesta, come un’opera d’arte alla quale si aggiungono degli elementi molto significativi.
Il poter toccare la tridimensionalità di un’opera è un’occasione perduta per il dipinto che ha il puro scopo di impressionare. Il vivere l’architettura in prima persona e far si che entri a far parte della nostra vita come rifugio e liberazione della nostra mente e dei nostri spazi. All’interno di essa noi possiamo a nostra volta trovare del coraggio nel riadattare questo edificio, con egoismo, in modo da soddisfare le nostre pure esigenze. L’architettura quindi è arte, è comunicazione visiva e tattile, è sentimento.
Un sentimento molto delicato al quale dobbiamo prestare molta attenzione perché può caderci addosso da un momento all’altro, può perdere il suo vistoso e nascosto significato, può smettere di parlare con noi appena noi rinneghiamo la sua esistenza. Ma non smetterà mai di comunicare con ciò che le sta attorno ed esprimere i suoi primordiali principi al contesto in cui vive.
L’architettura sconvolge, come un quadro in una stanza vuota, come un’aquila che vola, come io che mi guardo allo specchio.
sabato 8 marzo 2008
Eco - Friendly Competition
martedì 19 febbraio 2008
INNAMORATO
la ragione di chi?
cos'è la poesia?
e cos'è il progettista?
lunedì 18 febbraio 2008
Thoughts about Gateway
un arcobaleno di emozioni che vibrano nell'aria
mercoledì 26 dicembre 2007
New Land
I rent the land in ISLE DE PALMA sim.
Hope to see you soon there
Emanuele Hax
venerdì 14 dicembre 2007
Come si progetta / how we can plannig?
Ci sono delle cose da dire prima di iniziare a parlare nello specifico dell'architettura in Second Life.innanzitutto bisogna saper distinguere l'architettura dall'ignoranza progettuale.
Questo viene evidenziato dal fatto che nell'architettura riusciamo a distinguere degli elementi caratterizzanti che ci portano a capire che un elemento ha un proprio significato, una struttura ha un proprio senso logico e il costruito si adatta con l'ambiente in un particolar modo.In second Life ci sono molti edifici che sono stati fatti per l'uso esclusivo del risparmio materiale e temporale che sono privi di un significato estetico e funzionale.
Come nella RL un'architettura deve mantenere dei determinati connotati:
deve essere Firmitas, Venustas, Utilitas.
-Deve essere Utilitas, cioè utilità, e cioè uno studio dei contenuti sociali, delle ragioni istituzionali.
-Deve essere Firmitas, solidità, e cioè una struttura pensata in termini costruttivi tecnologici.
-Deve essere Venustas, venustà, e cioè deve contenere in se la cultura architettonica in modo che utilità e struttura si annullino per creare ciò che si dice architettura, cioè la risultante estetica.
Queste 3 caratteristiche devono sempre essere presenti, integrate fra loro a formare un unico dialogo!
Come si progetta in Second Life?
si potrebbe suddividere il percorso di progettazione in 4 fasi:
1-programmazione
2-Progettazione
3-Attuazione
4-Gestione
FASE1
La programmazione è la parte in cui vengono messe a punto le idee di base, dove noi riusciamo a concepire lo spazio secondo la nostra idea di opera architettonica. Sostanzialmente dobbiamo renderci conto del luogo, della forma e del contesto in cui operiamo.
FASE 2
La progettazione; in questa fase viene studiato, pensato e costruito il design della nostra opera, sia l'interno che l'esterno, con particolare attenzione alle texture, alle ombre che avremo, all'orientamento con il sole (cosa poco considerata in Second Life).
FASE 3
L'attuazione è la fase in cui noi iniziamo nella pratica il nostro progetto. momento in cui mettiamo in opera le nostre conoscenze.Qui l'attenzione va prestata a non commettere errori di building nell'assemblaggio, seppur carente di snap e punti di riferimento. Non dimentichiamoci che un uomo, in Second Life, deve essere pensato per l'altezza propria (normalmente maggiorata rispetto alla RL), l'altezza della nostra visuale che è più alta del nostro personaggio di circa 1 metro, della percezione della profondità frontale che non varia in modo consistente rispetto alla RL, della percezione della profondità ai lati che varia e deve essere calcolata rispetto alle necessità di SL (maggiorare i rapporti del 20% circa).
FASE 4
Gestione. In questa fase un buon architetto deve saper essere un bravo gestore della propria opera: saperla esibire, cogliere le sue qualità per poterla vendere o esporre.Inoltre deve garantire un'utilizzo nel tempo sia in modo attivo che passivo (per attivo si intende che il progettista si prende l'onere di adattare, nei particolari, l'edificio alle esigenze di ogni singolo committente).
Queste le 4 fasi che una architettura in Second Life deve seguire.
-------------------ENGLISH VERSION-----------------------
There are some things to say before beginning to speak in the specific one about the architecture in Second Life. in the first place must know to distinguish the architecture from the ignorance. This comes evidenced from the fact that in the architecture we succeed to distinguish of the characterizing elements that they carry to understand to us that an element has just meant, a structure has just a logical sense and the constructed one adapted with the atmosphere in particolar a way. In second Life there are many buildings that are made for the exclusive use of the material saving and temporal that they are lacking in aesthetic meaning and works them.
As in the RL an architecture must maintain of determines to you connotes to you: it must be Firmitas, Venustas, Utilitas (Vitruvio). It must be Utilitas, that is usefullness, and that is one study of the social contents, the institutional reasons. It must be Firmitas, solidity, and that is one structure thought in technological constructive terms.It must be Venustas,, and that is it must contain in if the architectonic culture so that usefullnesses and structure are cancelled in order to that is create that that says architecture, aesthetic turning out. These 3 characteristics must always be present, integrated between they to form one only dialogue!
How it is planned in Second Life? the distance of planning in 4 could be subdivided is made: 1-programming 2-Planning 3-Building 4-Management
PHASE 1 The programming is the part in which they come put to point the base ideas, where we succeeds to conceive the space second our idea of architectonic work. Substantially we must become account of the place, the shape and the context in which we operate.
PHASE 2 the planning; in this phase it comes studied, thought and constructed the design of our work, is the inside that the outside, with particular attention to the texture, the shadows that we will have, to the guideline with the sun (little considered what in Second Life).
PHASE 3 the performance is the phase in which we begin in practical the our plan moment in which we put in work our acquaintances. Here the attention goes lend not to commit errors of building in the assemblage. We do not forget that a man, in Second Life, must be thought for the own height (normally increased regarding the RL), the height of our visual one that is higher of our personage of approximately 1 meter, of the perception of the frontal depth that not varied in way consisting regarding the RL, of the perception of the depth to the sides that varies and must be calculated regarding the SL necessities (to maggiorare the relationships of 20% approximately).
PHASE 4 Management. In this phase a good architect must know to be a good manager of the own work: to know to exhibit it, to show its qualities for being able to sell it or to expose. Moreover he must guarantee I use in the time is in active way that passive (for assets agrees that the planner takes the burden to adapt, in the particular, the building to the requirements of every single committente).
giovedì 13 dicembre 2007
House VIII Decostructivism

This House is FOR SALE at 3500 Linden Dollars.Please contact Emanuele Haxmartedì 11 dicembre 2007
Sustainability with WWA


sabato 8 dicembre 2007
Documentario su Rai3 - Second Life
Nikon Island



venerdì 7 dicembre 2007
Star Life Stadium

In vertical plane i just follow one thinking of view. The cinema sensation and the island requisement. In this case i build a double S for the main wall wich contain the offices and he need to "close" the stadium inside a own zone.

The Bio Architecture
Bio-Architecture
studies the natural principles of animal and human constructions from several different perspectives, and presents a great part of the knowledge that gives origin and shape to built form. Organic architecture offers a design approach arising from natural principles, bringing us back to local history, tradition, and cultural roots to give us built forms which are in harmony with nature. It also shows how architects can take advantage of the resources that contemporary technology has placed within our grasp.
How can a Skyscraper be sustainable???How can a public square be a concrete square without a three???
and whatelse...
How can we resolve nature problem in our city?
How can we use natural system to improve our life???
is there a way? it think of yes and the sustainable architecture can be a good way.
All we need to collaborate with nature to resolve all these problems.
Some example you can find in project of Renzo Piano, Tadao Ando...etc...famous architect who use the nature to be a part of us, of architecture.
Let's learn to be more simple and "sustainable"
giovedì 6 dicembre 2007
World Wide Architecture
For now i just only write about me and my Life.
I'm Filippo Zordan and i'm a student at University of Politecnico in Milan: Student of Architecture.
In my life i spend time working in Second Life like Architect and Trainer of the Italy national team and member of World Committee of Football.
Sometimes i write for a italian journal: BLOGstudents mag: it's a magazine for student of High School in Italy.
In the next post i will write about architecture in Real Life and in Second Life.
See you soon.















